sabato 29 settembre 2018

Intermediari e scatole nere

La riflessione che voglio condividere parte da una fotografia del mercato italiano. Da qualche anno si assiste al fenomeno della diffusione delle scatole nere, ma perché sono così diffuse? E, seconda domanda, alla base di questa riflessione: il cliente percepisce realmente i vantaggi e i servizi offerti dalla telematica?
Perché sono così diffuse? Perché chi monta una scatola nera ha lo sconto! Soprattutto in zone d’Italia in cui la polizza è alta, anche avere uno sconto minimo del 10%, può voler dire risparmiare un centinaio di euro. 
Il cliente sa che a fronte di una scatola nera installata in auto, avrà uno sconto della polizza e immagina anche la motivazione: se la compagnia mi fa uno sconto è perché ha tutto da guadagnarci!
Lo pensa e spesso lo dice: tu mi fai lo sconto perché mi puoi controllare, controlli i sinistri e quindi risparmi. Lo dirà o non lo dirà, ma certamente penserà questo.
La mia riflessione su questo punto, che si collega automaticamente alla seconda domanda: il cliente percepisce a pieno i vantaggi e i servizi offerti dalle scatole nere? Purtroppo no! Tranne chi ha esperienze concrete, il cliente penserà sempre che la scatola eroga servizi utili alle compagnie e per questo motivo riceve lo sconto.
In questi giorni si parla tanto di tecnologia e gestione dei dati, perdendo di vista un punto fondamentale: il punto di vista del cliente e la percezione che il cliente ha dei servizi offerti.
Il cliente immagina solo vantaggi per la compagnia, ma ciò non è vero e solo gli intermediari, che parlano quotidianamente con i propri clienti, possono spiegarlo. Solo gli intermediari possono far vivere la telematica in modo consapevole agli assicurati.
Quando un dispositivo installato allerta e geolocalizza in automatico un incidente, chi ne trae un vantaggio diretto: il cliente o la compagnia? Se, in virtù di un intervento immediato di una centrale operativa, si riesce a far arrivare i soccorsi in maniera puntuale, chi se ne avvantaggia? Certamente chi è vittima dell’incidente, che avrà maggiore probabilità di sopravvivere.
Lo stesso vale per un soccorso stradale geolocalizzato, la richiesta di qualsiasi tipo di aiuto da parte dell’automobilista ( pensiamo al viva voce di un dispositivo montato sul parabrezza: mi metto in contatto direttamente con la centrale operativa, oppure è la centrale operativa a mettersi in contatto in viva voce con l’abitacolo in caso di crash importante rilevato ).
Il cliente sa che con la ricostruzione del sinistro, attraverso i rilevamenti della dinamica elaborati dai dati della scatola, la compagnia ha un vantaggio. Ma occorre che venga spiegato che il vantaggio più grande lo ha il cliente stesso: la ricostruzione oggettiva di un sinistro serve soprattutto a lui, per difenderlo da tentativi di frode e speculazioni e, in certi casi, a decretare che in quella data e in quel luogo, lui non c’era. Il cliente, con la scatola, si può difendere da truffe o ricostruzioni fantasiose da parte della controparte. Quindi: chi ha più vantaggi? Il cliente o la compagnia? 
I risultati dello stile di guida, in base a criteri di percorrenza e ore di guida, sono certamente un vantaggio per il cliente. Non solo per avere sconti legati al rischio che la compagnia può correre se ho uno stile di guida temerario o tranquillo, ma gli serve per monitorare e migliorare il proprio stile di guida. Se poi ci aggiungiamo il controllo di tutto ciò, attraverso le app o l’area personale sul web, il cliente può trovare perfino divertente controllare e migliorare le proprie caratteristiche di guida. Migliorarsi alla guida, fa correre meno rischi alla compagnia ma ne beneficia soprattutto il cliente.
Per non parlare della funzione antifurto. È vero, se l’auto viene ritrovata, la compagnia ha un vantaggio in termini di liquidazione, e questo vale soprattutto se l’auto è nuova e il risarcimento è riferito all’intero valore commerciale. Ma successivamente, il vantaggio è soprattutto per il proprietario del mezzo, che senza il ritrovamento avrebbe sì un risarcimento, ma non compenserebbe economicamente la necessità di comprare un’auto nuova.
Quindi, ricapitolando: la funzione di protezione personale e di assistenza geolocalizzata e puntuale, la funzione di cristallizzazione di un sinistro e di difesa dalle frodi, la funzione di educazione alla guida nonché la funzione antifurto, portano vantaggi al cliente sì o no? Se mettessimo in evidenza questo e, solo alla fine, gli dicessimo che tutti questi servizi possono anche fargli risparmiare il premio della polizza, valorizzeremo di più l’offerta telematica. Il cliente, con la telematica ha grandi vantaggi in termini di servizi ed anche in termini economici.
Secondo me, gli intermediari sono i soggetti più indicati per fare questo: far vivere e far conoscere queste funzioni ai propri clienti, spiegando i tanti servizi utili che offre la telematica.

lunedì 10 luglio 2017

Sicuri & Protetti: intermediari e clienti liberi di scegliere.

Per seguire e proteggere milioni di clienti occorre essere strutturati in maniera tale da non lasciarli mai soli, occorre essere nelle condizioni di proteggere il veicolo e chi è a bordo. Non basta lo sconto per la "scatoletta" se poi non hai la struttura per farla funzionare. 348 dipendenti, di cui 120 operatori di centrale, 2100 installatori: questa è la forza di un'azienda come Viasat. Dare l'opportunità ai clienti di poter usufruire delle nostre soluzioni è l'obiettivo che ci proponiamo con l'iniziativa Sicuri & Protetti. Oggi assistiamo al fenomeno degli assicurati che, scegliendo le soluzioni telematiche, sono costretti a dover installare e disinstallare il dispositivo ogni volta che cambiano compagnia. Noi ci proponiamo di dare un dispositivo e dei servizi che consentano all'automobilista di avere il proprio dispositivo, a prescindere dalla polizza che sottoscriverà. Con le nostre soluzioni diamo l'opportunità di proteggere la propria vettura da furti e rapine, proteggere chi è a bordo con il rilevamento di episodi di rischio e attivando soccorsi geolocalizzati, ricostruire le dinamiche di un sinistro e offrire servizi a valore aggiunto grazie alla Viasat Apps. La libertà di scegliere le nostre soluzioni, rigorosamente Made in Italy, passa attraverso il forte legame che unisce il cliente ed il proprio intermediario di fiducia. Per questo Sicuri & Protetti si rivolge al canale degli intermediari assicurativi, consentendogli di personalizzare l'offerta Viasat in base alle esigenze di protezione e sicurezza dei propri clienti. La telematica nel settore assicurativo non può essere solo la scusa per ottenere sconti, ma lo strumento per migliorare la propria sicurezza sulla strada. Buttereste mai il vostro telefonino ogni volta che cambiate compagnia telefonica? No. Perché allora ciò deve accadere con i dispositivi telematici? L'obiettivo di Sicuri & Protetti è proprio quello di consentire agli automobilisti di proteggersi scegliendo il meglio in piena libertà.
Oggi le imprese assicurative concedono condizioni di favore agli assicurati che sottoscrivono garanzie furto/incendio che hanno a bordo un dispositivo di proprietà e noi abbiamo deciso di “regalare" il dispositivo! Infatti l’iniziativa Sicuri & Protetti Viasat prevede lo sconto del 100% sull’acquisto del dispositivo satellitare a fronte di un canone di abbonamento annuo molto contenuto. Molti intermediari hanno già scelto Sicuri & Protetti proprio per dare servizi in più a propri clienti: maggiore sicurezza vuol dire rafforzare il legame con i propri assicurati senza vincolarli ad offerte preconfezionate. È solo l’inizio di una rivoluzione telematica, ma è un buon inizio.
Sei un intermediario? Sei interessato? Mandami una mail a vferrante@viasatonline.it

domenica 19 febbraio 2017

Sicuri & Protetti: Viasat apre le sue porte agli intermediari.



Viasat lancia Sicuri & Protetti, la nuova iniziativa dedicata agli intermediari assicurativi. Il 23 Febbraio Viasat apre le porte della propria sede per un incontro dedicato agli intermediari, per illustrare l'iniziativa facendoli entrare nel cuore dell'azienda. Un' azienda col cuore in Italia che negli ultimi anni ha intrapreso una nuova strategia di espansione internazionale. Mentre assistiamo alla conquista delle nostre aziende da parte di gruppi esteri, Viasat Group sta portando il Made in Italy nel mondo. Proprio dall'Italia partirà una nuova rivoluzione: Sicuri & Protetti. In un mercato che vede la diffusione delle soluzioni telematiche esclusivamente proposte dalle compagnie, con una normativa che attende da quattro anni la disciplina dell'interoperabilità, assistiamo al fenomeno assurdo della sostituzione del dispositivo da parte degli assicurati, ad ogni cambio polizza. L'assicurato italiano, oggi, non è libero di scegliere le soluzioni telematiche più idonee, ma vive la "scatola nera" come un semplice strumento per ottenere degli sconti. Ma la sicurezza data da una precisa geolocalizzazione in caso di bisogno, la ricostruzione delle dinamiche di un sinistro, la tutela contro il furto e l'analisi del proprio stile di guida, sono servizi che l'automobilista chiede sempre più, e, soprattutto, vorrebbe essere libero di poter scegliere chi meglio garantisca tali funzioni. Sicuri & Protetti nasce per rendere l'automobilista libero di scegliere delle soluzioni tecnologicamente all'avanguardia potendo contare su più di 120 operatori di centrale operativa h24, 2500 centri di installazione professionali e strumenti tecnologici rigorosamente Made in Italy. Viasat si rivolge agli intermediari che vogliono offrire alla propria clientela una vera libertà di scelta, costruendo le soluzioni telematiche su misura. Il 23 Febbraio a Venaria Reale, presso la sede di Viasat Group, parleremo di questo e faremo vedere da vicino come nasce un prodotto telematico. Sicuri & Protetti è una nuova occasione di business per gli intermediari assicurativi, basta solo coglierla.
Per potersi accreditare: CLICCA QUI

mercoledì 18 maggio 2016

Scatole nere e libertà di scelta



Ma voi, a fronte di una tariffa vantaggiosa, accettereste che l'operatore vi imponga quale telefonino usare? E accettereste il fatto che ogni volta che cambiate operatore, dobbiate cambiare telefonino? Io credo di no. Se mi trovo bene con il telefonino che ho scelto di acquistare, vorrei essere libero di cambiare operatore senza esser costretto a buttarlo.
Perché faccio questo esempio? Semplice, oggi nel settore assicurativo, accade questo: cambi compagnia più volte ed altrettante volte, sei costretto a cambiare scatola nera. Monti/smonti ogni volta che cambi polizza, solo perché le compagnie hanno convenzioni in esclusiva con provider telematici. Il consumatore, a fronte di uno sconto, dovrà montare il dispositivo che piace alla compagnia di turno.
Ritorna la domanda: butteresti il telefono ogni volta che cambi operatore?

In questi giorni ripartirà l'iter del Ddl Concorrenza al Senato e, sicuramente, ripartirà la discussione
sulle scatole nere. Ormai tutti sono d'accordo sui vantaggi che offre la telematica sia per i consumatori che per le imprese di assicurazione: difesa contro le frodi, ricostruzione dei sinistri, sicurezza stradale e difesa dai furti. Molte imprese oggi hanno a listino una propria offerta telematica, con sconti legati alla semplice presenza degli stessi ma anche sconti legati al comportamento ed allo stile di guida. Cosa manca quindi? Credo che manchi l'ultimo e decisivo passaggio: la libertà di scelta del consumatore. Oggi viene proposta la soluzione telematica che, in via esclusiva, l'impresa propone al proprio assicurato, non tenendo conto del tipo di dispositivo, ma solo del frutto di un accordo della compagnia con il provider dei servizi telematici. Il consumatore non ha voce in capitolo, gli viene offerto un pacchetto chiuso, indipendentemente dal gradimento. Per esempio può capitare, soprattutto ora che la "mobilità" assicurativa è aumentata, che un consumatore che cambia ogni anno compagnia, debba installare e disinstallare la scatola nera ogni volta che cambia compagnia. La soluzione ideale sarebbe la portabilità della scatola, ma, trattandosi di strumenti forniti di scheda sim, di proprietà del provider, pur disciplinando l'interoperabilità, nei fatti, cambiando provider, il consumatore "mobile" dovrebbe ogni volta cambiare sim. Ci troveremmo di fronte allo stesso tipo di problema: ogni volta che cambierà compagnia, dovrà installare e disinstallare, in questo caso, la Sim dal dispositivo. Finché vi saranno rapporti in esclusiva tra provider e compagnia, la portabilità dei dispositivi sarà impossibile. Occorre rovesciare il problema, perché la soluzione passa attraverso la scelta del consumatore. La scelta del provider dei servizi telematici deve essere del consumatore, la compagnia dovrà accettare tale scelta e garantire un trattamento di favore, in virtù delle caratteristiche del dispositivo. Il consumatore dovrà autorizzare il provider a fornire i dati all'impresa, al fine di ottenere sconti e tariffe dedicate. Se oggi voglio sottoscrivere una polizza che valuta lo stile di guida, autorizzerò il provider che ho scelto, a fornire i dati che possano determinare tale valutazione. Il consumatore pagherà i servizi telematici che vorrà, costruendosi un abito su misura, senza dover accettare offerte precostituite. Potrà scegliere il provider che riuscirà ad offrirgli i servizi di cui ha bisogno, con la certezza di non dover cambiarlo perché la compagnia ha una convenzione con un altra società telematica. Per le imprese il vantaggio sarà quello di non dover pagare l'apparato ed i servizi connessi, ma di dedicarsi al mestiere che più conosce: assicurare e tarare il rischio su dati oggettivi. Per il consumatore il vantaggio sarà quello di ricercare la polizza più completa possibile, i cui sconti assorbirebbero pienamente il costo dell'apparato satellitare. Faccio un semplice esempio: se il consumatore vuole difendersi in maniera efficace da un furto, indipendentemente dal valore effettivo dell'auto, potrebbe non trovare una soluzione telematica preconfezionata dalla compagnia. Il consumatore con un'auto che non ha più valore commerciale, vorrebbe che non fosse rubata a prescindere, oggi se non si assicura con la garanzia furto, non potrebbe aderire all'offerta satellitare. Con le nuove regole, invece, il consumatore dell'esempio, potrebbe montare un apparato satellitare che soddisfi l'esigenza contro il furto, pur non potendosi assicurare per tale rischio. Occorre quindi disciplinare la materia, prevedendo standard minimi delle scatole nere, libertà di scelta dei consumatori e sconti certi da parte delle imprese.

lunedì 30 giugno 2014

Viasat Group, quando l'Italia cresce nel mondo.


PROSEGUE LA CRESCITA DI VIASAT GROUP ALL’ESTERO: DOPO LA SPAGNA ORA ENTRA NEL MERCATO INGLESE E NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Nella giornata di venerdì 20 giugno 2014 si è formalmente completata l’importante operazione internazionale di Merger and Acquisition che ha portato Viasat Group – azienda leader nella progettazione e produzione di sistemi elettronici automotive con applicazione di tecnologie telematiche satellitari – già posizionata nelle prime posizioni della top-ten globale, all’integrazione con la società di diritto britannico Enigma Telematics, specializzata nel segmento del fleet management services dell’industria telematica.
L’acquisizione del 70% delle azioni di Enigma da parte di Viasat Group consente l’ulteriore sviluppo delle competenze e capability internazionali del Gruppo, ora forte di una presenza diretta in quelli che vengono generalmente considerati i tre Paesi europei di maggiore interesse per la diffusione di queste tecnologie (Italia, Regno Unito e Spagna), oltre ad una presenza indiretta in oltre 20 Paesi in via di sviluppo, attraverso rapporti di distribuzione con operatori locali.
“La base clienti del gruppo continua a crescere velocemente commenta Marco Petrone, Corporate Development Manager di Viasat Group – e ora si estende oltre le 500.000 unità, suddivise nei tre segmenti dell’industria telematica, tutti presidiati da Viasat Group: business to consumer, ove i device tecnologici e i relativi servizi vengono erogati direttamente ai singoli automobilisti; business to business, i cui fruitori più tipici sono le società di trasporto o di costruzione; business to insurance, il settore booming che vede le principali compagnie assicurative impegnate in un salto tecnologico che consentirà agli automobilisti virtuosi di tutto il mondo di beneficiare di minori tariffe e di maggiore sicurezza e assistenza”.
“La strategia di M&A perseguita da Viasat Group – prosegue Giovanni Panigada di Nash Advisory, che ha seguito l’operazione – si inserisce in un contesto di forte dinamicità del settore. Su tutte basti pensare all’acquisizione fatta da Tom Tom in Spagna lo scorso agosto, a quella di Wabco sulla belga Transics, di Michelin sulla brasiliana Sascar, di FleetCor Technologies e Summit Partners su Masternaut, nonché a quella del gruppo russo Renova sull’italiana Octotelematics, o all’attualissima OPA di Vodafone su Cobra, altra società italiana. In questo contesto, poter assistere una società italiana in una strategia di crescita internazionale è per Nash Advisory motivo di grande stimolo e anche di soddisfazione per aver contribuito alla creazione di un campione nazionale”.
Parlando dell’integrazione, Ian Keam-George, Amministratore Delegato di Enigma Telematics ha commentato: "Siamo assolutamente soddisfatti di aver unito le nostre forze con Viasat. Condividiamo la convinzione che le necessità dei clienti debbano essere al centro delle nostre azioni, quindi il fatto che questa integrazione si tradurrà in reale sinergia e porterà vantaggi ai clienti è davvero entusiasmante". 

venerdì 7 marzo 2014

Rc Auto equa, cosa aspettiamo ancora?

Cosa aspettiamo ancora? Vogliamo finirla con il calcolo del premio legato ad una residenza che non serve a nulla? Quante volte mi sono posto queste domande. La polizza auto in Italia è obbligatoria, ma è anche la cosa obbligatoria più evasa: in giro sul nostro territorio circolano milioni di veicoli, come tante mine vaganti, sprovvisti di polizza. Il sistema non è facile da riformare: chi campa sui sinistri urla contro le norme anti-frode, chi campa sui premi gonfiati urla contro ogni forma di riduzione calata dall'alto. La tecnologia ci offre una grande opportunità per fare in modo che la polizza sui veicoli possa finalmente corrispondere alla storia assicurativa ed allo stile di guida dell'assicurato. La soluzione della personalizzazione del premio su parametri oggettivi e premi soggettivi, penalizza i meno virtuosi? A me piace dirla così: un premio personalizzato ti fa pagare quanto devi e non ti costringe a pagare per colpe non tue. Nel dibattito è finalmente entrata l'idea che con gli apparati satellitari ( scatole nere ) si può ottenere tutto ciò. Io lo sostengo da tempo: cosa aspettiamo ancora? Una nuova norma? Se attendiamo una nuova norma, allora, posso invecchiare, facendomi le solite domande. Penso anch'io che vada messa sul tavolo una seria riforma del sistema bonus - malus, ma nell'attesa, occorre agire. Mi appello alle compagnie, sì, le famigerate compagnie: perché non lanciano nei loro listini una polizza "personale", in cui, oltre l'attestato di rischio, utilizzino parametri oggettivi, derivanti dall'uso e lo stile di guida del conducente. Io sono di parte, è bene chiarirlo, ma ho scelto io di occuparmi di apparati satellitari, dopo vent'anni da intermediario, avendo la fortuna di aver incontrato il Presidente di Viasat ( folgorato dal suo decalogo sulla rc auto ). Sono anni che mi batto contro le differenze tariffarie basate sulla residenza e credo che i dispositivi satellitari ci possano dare la "soluzione". La scatola nera utile per salvare e soccorrere i cittadini con tempestività, utile contro chi froda e necessaria per cristallizzare un sinistro, senza dimenticare la funzione di antifurto, ci offre una grande occasione: analizzare i dati sui chilometri percorsi, il tipo di guida ed in che strade si è soliti circolare, ed altro ancora. Come Società abbiamo sviluppato un parametro ( IRV - Indice di rischio Viasat ) in cui, una serie di dati soggettivi, tirano fuori un coefficiente di rischio, molto più veritiero rispetto al C.A.P. di residenza. Care compagnie cosa aspettiamo ancora? La domanda non la faccio più a me stesso, ma la rivolgo alle imprese. Sarò un sognatore, ma le cose che scrivo da anni, purtroppo, sono frutto di un incubo ricorrente: pagare per un rischio provocato da altri.
link utili:

martedì 24 dicembre 2013

No alla nazionalizzazione delle scatole nere!

Leggendo il Dl "Destinazione Italia", fresco di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mi è venuta in mente una scena. Ho immaginato un uomo che dopo aver acquistato l'ultimo smartphone di "grido", decidesse che è arrivato il tempo di cambiare operatore e che una nuova legge gli imponesse di dover "buttare" il nuovo telefonino, in quanto non compatibile con il nuovo operatore, scelto, tra l'altro, per le offerte vantaggiose praticate sui nuovi abbonamenti. Ecco, questa è la situazione che si pone di fronte al cittadino che a suo tempo aveva deciso di dotarsi di un dispositivo telematico per la sua auto ( scatola nera ): se cambia compagnia, è costretto a disinstallare l'apparato e montare quello convenzionato con la compagnia assicurativa. È la famosa questione della interoperabilità tra chi fornisce i servizi telematici. Nel mondo della telefonia è tutto risolto, la persona dell'esempio, non dovrà dire addio allo smartphone appena acquistato, potrà cambiare tranquillamente operatore. E con le scatole nere cosa accade? Nulla, fino a ieri, da oggi, dopo il Dl del Governo, cambierà tutto! Il Decreto prevede che l'interoperabilità sarà gestita dallo Stato: i dati delle scatole saranno gestiti dallo Stato! Per fare un parallelo con la telefonia, è come se oggi fosse uscito un Decreto che nazionalizza tutti gli operatori telefonici: da oggi se ne occuperà lo Stato! Care Tim, Vodafone, Tre, Wind posate le chiavi! Da oggi ci penserà "baffone"! La via più giusta era quella di agevolare la creazione di un protocollo unico di comunicazione degli apparati, per evitare le continue installazioni/disinstallazioni all'automobilista, non certo lo Stato che nazionalizza i Provider che ne gestiscono i dati. Ultima considerazione: in tempi di Spending review, era necessario caricare la collettività di ulteriori spese per metter su un carrozzone pubblico che avocasse a sé ciò che viene fatto da soggetti privati? Non mi resta che augurarmi che, in sede di conversione in Legge, venga eliminato questo tentativo di "socializzazione dei provider telematici", anche perché la norma è assurda ed anacronistica.

Ecco il testo dell'articolo col "Baffone":
1-ter. L'interoperabilita' dei meccanismi elettronici che registrano l'attivita' del veicolo di cui all'articolo 32, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e' garantita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attraverso un servizio unico di raccolta dei dati, anche affidato in concessione, da costituirsi presso le strutture tecniche del centro di coordinamento delle informazioni sul traffico, sulla viabilita' e sulla sicurezza stradale di cui all'articolo 73 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495. A tal fine, a decorrere dal 1° ottobre 2014, i dati sull'attivita' del veicolo sono trasmessi direttamente dai meccanismi elettronici di bordo al suddetto centro, che ne e' titolare e responsabile ai fini dell'interoperabilita'. Le informazioni sono successivamente trasmesse dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alle compagnie di assicurazioni competenti per ciascun veicolo assicurato. I dati sono trattati dalla impresa di assicurazione nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. L'impresa di assicurazione e' titolare del trattamento dei dati ai sensi dell'articolo 28 del citato decreto legislativo n. 196 del 2003. E' fatto divieto per l'assicurato di disinstallare, manomettere o comunque rendere non funzionante il dispositivo installato. In caso di violazione da parte dell'assicurato del divieto di cui al terzo periodo la riduzione del premio di cui al presente articolo non e' applicata per la durata residua del contratto. Con provvedimento del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro trenta giorni dalla entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma, sentito l'IVASS, sono disciplinate le caratteristiche tecniche, le modalita' e i contenuti dei trasferimenti di informazioni disposti al presente comma.».

venerdì 18 ottobre 2013

RcAuto, se il Governo decide di rompere le Scatole...nere

In questi giorni si stanno delineando le linee guida del provvedimento che il Governo sta per emanare in materia di Rc Auto. Le indiscrezioni fanno emergere l'intenzione di far venir meno l'obbligatorietà, da parte delle compagnie, di prevedere un'offerta con la scatola nera a proprio carico, prevedendo, altresì, l'obbligo di sconto nel momento in cui il cliente decidesse di dotarsi, a proprie spese, di tale dispositivo satellitare.
Si prevede una radicale inversione di marcia rispetto a quanto previsto dall’art. 32 del DL 1/2012 che, dopo la conversione in legge prevede che “i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione, funzionamento e portabilità sono a carico delle compagnie che praticano inoltre una riduzione significativa rispetto alle tariffe”, introducendo un obbligo di proposta assicurativa con scatola nera in capo alle imprese assicuratrici ma, prevedendo che tutti i costi dovessero essere a carico di quest’ultime, l’obiettivo veniva vanificato dalle resistenze delle Compagnie a promuovere e valorizzare l’offerta telematica. La nuova versione ipotizzata riesce però a fare peggio, eliminando addirittura l’obbligo della proposta con scatola nera e spostando in capo all’assicurato l’intero onere di tale tecnologia. Si ritiene invece che sia fondamentale il vincolo in capo alle imprese assicuratrici di disporre e promuovere anche una polizza rc auto con scatola nera, lasciando però libertà al mercato (così come è avvenuto finora) di autoregolamentarsi in merito alla ripartizione dei costi. Vi sono infatti Compagnie più virtuose, che avendo già riscontrato i molteplici benefici della scatola nera, da tempo hanno deciso di accollarsi tutti i relativi oneri e sarebbe un delitto disperdere queste importanti conquiste, introducendo una norma che obbligatoriamente riporta l’intera spesa a carico dell’assicurato. Sarebbe più corretto prevedere entrambe le ipotesi lasciando alle Compagnie la discrezionalità in merito alla scelta. Ovviamente, le due ipotesi dovranno essere regolate in maniera diversa sotto l’aspetto tariffario premiando maggiormente il consumatore che ha deciso di dotarsi autonomamente della scatola nera e di sostenerne i costi.
Occorrerebbe non solo prevedere un obbligo di proposta da parte delle Compagnia (minimo indispensabile), ma introdurre da subito l’obbligatoria presenza sui veicoli di nuova immatricolazione e sul parco circolante sulla scia di quanto già previsto a livello europeo per i sistemi “e-call”. Questi dispositivi saranno obbligatori a partire dal 2015 su tutti i veicoli di nuova immatricolazione e pertanto sarebbe opportuno anticiparne l’entrata in vigore al 2014 ed estenderne l’ambito di applicazione, dalla sola sicurezza e protezione personale, alle tematiche dell’antifrode. Intervenendo poi direttamente nella fase di allestimento e vendita del veicolo, nuovo e usato, possono essere ridotti i costi di installazione e più equamente ripartiti su tutta la filiera (case auto, concessionari, autosaloni, ecc…) evitando che gravino unicamente sulle imprese di assicurazione e sui consumatori. Raggiungere più velocemente possibile la copertura del parco veicoli circolante non è solo da leggere in funzione antifrode ma anche nell’aumento della responsabilità dei conducenti e nella modifica in positivo dello stile di guida dei cittadini, infine ma non ultimo come motivo, nell’aumento della sicurezza del trasporto privato con indubbie capacità di intervento e soccorso immediato in caso di incidente.
Occorre, infine, che si definisca il protocollo unico dei dispositivi per consentire l'interoperatività tra provider e la trasferibilità dell'apparato tra diversi operatori, in un'ottica di una auspicata mobilità assicurativa. L'esempio è quello della telefonia mobile: il consumatore è libero di cambiare gestore, senza dover cambiare apparato.
La telematica offre l'opportunità di superare i differenziali tariffari tra cittadini italiani residenti in province a "rischio frode" e quelle meno rischiose ( capitolo da affrontare a parte, visto che le statistiche creano seri dubbi su tali convincimenti "assicurativi" ), raggiungendo l'obiettivo di premiare gli assicurati "virtuosi" in ogni parte d'Italia, attraverso una personalizzazione del premio basata su dati soggettivi e non più genericamente basati sulla residenza.
Vincenzo Ferrante - Responsabile nazionale Nuove Tecnologie e Mobilità di Konsumer Italia

sabato 5 ottobre 2013

Soccorsi stradali e dispositivi telematici

Non passa giorno che non si legga qualche notizia che riguardi persone, vittime di incidenti stradali, in cui non si scriva: se i soccorsi fossero arrivati prima, il bilancio sarebbe stato diverso. È vero: i tempi di intervento sono importantissimi per ridurre il danno. Esiste la possibilità di risolvere questo problema? Sì! Le nostre vetture possono essere dotate di dispositivi telematici utili a salvare vite umane. In caso di incidente, di malore o di guasto, la geolocalizzazione e l'allarme automatico che tali dispositivi consentono, offrono la possibilità di allertare i soccorsi nel più breve tempo possibile, salvando vite umane. Il fenomeno della non assicurazione ( quasi quattro milioni di veicoli non assicurati in Italia ) genera un vero allarme sociale e, spesso, è causa di omissioni di soccorso. Il non assicurato, provocando un incidente, spesso fugge, lasciando le vittime senza aiuto. Avere un dispositivo satellitare con la funzione di Sos automatico, consente di localizzare le vittime nel più breve tempo possibile. Sono rimasto colpito da un episodio raccontatomi da un amico, a dimostrazione di ciò che sostengo. A seguito di un tamponamento, che fortunatamente non aveva provocato vittime, questa persona si è vista arrivare l'ambulanza, dopo pochi minuti, mentre stava compilando il modulo di denuncia, solo per il fatto che non avesse risposto alla chiamata della centrale operativa collegata al dispositivo montato sulla vettura. In quel caso, la mancata risposta era dovuta al fatto che il mio amico non volesse essere disturbato, mentre era impegnato nel discutere con chi aveva provocato l'incidente, in altri casi, quella mancata risposta, segnala l'impossibilità di poter rispondere per ben altri motivi. Quell'ambulanza che in quel caso non serviva, in altri casi può salvare delle vite.

mercoledì 28 agosto 2013

Differenze tariffarie e nuove tecnologie

Leggendo l'articolo comparso su L'Adige, viene da pensare che le differenze tariffarie tra province italiane, così eclatanti e, spesso, ingiustificate, possano portare ad una guerra tra "poveri": la tariffa unica penalizzerebbe chi oggi paga poco a favore di chi paga troppo. Da una lettura attenta, però, vien fuori la probabile soluzione alla questione. In Italia paghiamo le tariffe Rc Auto più alte d'Europa, è un dato oggettivo ed inconfutabile. La Rc Auto scontenta tutti, va riformata, eliminando le distorsioni che finora hanno danneggiato, soprattutto, i cittadini onesti. L'Italia è anche il paese in cui circolano quasi quattro milioni di veicoli senza assicurazione. Questi sono i fatti, frutto di una legislazione da completare, per dare un colpo finale al malaffare che vive sulle inefficienze del sistema e da politiche tariffarie in cui tutto gira intorno al solo parametro residenziale. Oggi vi sono strumenti che consentono di personalizzare il premio su parametri oggettivi, riconsegnando un premio di polizza più equo. La telematica offre questa opportunità: lo stile di guida ed il reale utilizzo del veicolo, possono essere misurati e valutati, per valorizzare il guidatore prudente, in qualsiasi luogo risieda. La normativa entrata in vigore nel 2012 introduce il concetto di scatola nera, ma mancano ancora i decreti attuativi per renderla effettivamente operativa. Per avere una Rc Auto più equa, occorre sfruttare la tecnologia sia per valorizzare i bravi guidatori ma, anche, per combattere in maniera incisiva il fenomeno delle frodi.

Da L'Adige autore: Angelo Conte

Parte dalla Federconsumatori della Campania e dall’associazione Mo Bast! l’attacco alle tariffe Rc auto meno care pagate a Trento come in altre zone del Nord Italia. Di fronte al dato di fatto per cui, vista la minor frequenza di incidenti con lesioni in provincia rispetto a Napoli, ad esempio, le tariffe Rc Auto in Trentino sono molto più basse di quelle pagate nella provincia campana. Tutto questo ora, spiegano gli esperti, può essere messo a rischio dall’iniziativa delle due associazioni meridionali, che hanno portato fino al Parlamento Europeo la petizione firmata, tra l’altro, da personaggi come il sindaco di NapoliLuigi de Magistris, da quello di Salerno Vincenzo De Luca e dall’europarlamentare Pdl Erminia Mazzoni.
La protesta, partita dalla Campania ma allargata anche al resto del Sud, si propone l’obiettivo di abolire l’enorme differenza che c’è a livello territoriale sull’Rc Auto. Secondo le statistiche ufficiali, ad esempio, a Trento le tariffe rilevate a inizio luglio di quest’anno fanno segnare un esborso pari a circa la metà rispetto a Napoli. Un 18enne in classe unica 14 con un’auto di 1300 centimetri cubici e a benzina paga all’anno 1.735 euro contro i 3.350 euro chiesti a un assicurato con le stesse caratteristiche. Una donna 40enne in classe unica 1 con un’auto di 1300 centimetri cubici a benzina a Trento il primo luglio ha pagato in media 344 euro contro i 1.089 di Napoli. La ragione? Il fatto che gli incidenti con lesioni nella provincia campana sono molto più frequenti rispetto a Trento.
«Se mi metto nei panni della persona onesta di Napoli che paga molto di più dello stesso tipo di autista di Trento – spiega Tiziano Uez della Unipol – capisco la sua arrabbiatura. Ma se penso a un autista di Trento che paga meno perché qui gli incidenti con lesioni sono uno su cento contro una percentuale decine di volte più alta a Napoli. Certo è che se cambieranno le tariffe attuali, ci sarà una rivoluzione». La strada per il futuro? «È quella dell’offerta di polizze sempre più ritagliata sul profilo del cliente – continua Uez – oggi infatti ci sono sempre più elementi e variabili che servono per riuscire a costruire il premio per gli automobilisti. Per arrivare con più precisione a questo obiettivo una degli strumenti da uti lizzare sempre di più è la scatola nera».
È possibilista su una modifica del sistema attuale di tariffazione dell’Rc Auto Claudio Demozzi. Per l’assicuratore trentino, presidente nazionale dello Sna, «il governo Letta è sensibile al tema e credo che in prospettiva non si arriverà a una cancellazione delle differenze territoriali, ma ci sarà una riduzione del divario nei prezzi che oggi è troppo elevato. Se si paga anche dieci volte in più a Napoli, in prospettiva potrebbe essere limitato dall’Ue al 30% in più massimo. Ormai abbiamo sforato e la disparità è tale per cui la polizza costa troppo poco in alcune zone per essere redditizia per le assicurazioni e ha raggiunto livelli insostenibili in altre, per cui si alimenta l’evasione. Basti pensare che in tutta Italia l’Aci stima in 4 milioni le autovetture non assicurate, la maggior parte delle quali sono concentrate in determinate zone del Paese». La conseguenza della petizione e dell’interesse del Parlamento europeo, che ha tenuto una audizione di rappresentanti di Mobast due anni fa, è che probabilmente «si pagherà di più da noi e meno altrove» conclude Demozzi.
La petizione firmata da molti campani e promossa da Mo Bast! e da Federconsumatori per ora un effetto lo ha già avuto: quello di mettere in moto la discussione dentro il Parlamento europeo sul tema della «discriminazione», così la definiscono i promotori della protesta, delle assicurazioni sull’Rc Auto verso i cittadini di Napoli e della Campania.


venerdì 5 luglio 2013

Scatole nere: Ania, Ivass e Governo, coraggio!

Nella relazione annuale, il Presidente dell'Ania, Dott. Aldo Minucci, parla delle scatole nere e dell'utilità che esse rivestono, contro le frodi. Nella stessa giornata, il Presidente dell'Ivass, Dott. Salvatore Rossi, ribadisce lo stesso concetto. C'è solo una "piccola" differenza: le imprese chiedono che sia installata obbligatoriamente dai costruttori di autoveicoli, l'Ivass vuole, invece, che i costi siano a carico delle compagnie. Non è una differenza da poco, soprattutto, dal momento che il Ministro Zanonato ( Mise ), conferma la volontà del Governo di incentivare l'utilizzo di tali strumenti. Su un dato concordano tutti: i dispositivi di localizzazione satellitare, sono strumenti utili per la valorizzazione del "cliente virtuoso". Occorre trovare una soluzione che possa finalmente aumentare la diffusione dei dispositivi. Aggiungerei un aspetto ancora più importante, che non è ancora venuto fuori dal dibattito ( lungo... ) che si sta sviluppando: occorre contemplare la libertà di scelta, da parte degli automobilisti, di poter scegliere i dispositivi da utilizzare. Le "scatole" non sono tutte uguali ed i servizi che offrono si differenziano in base alla tecnologia sviluppata. Le compagnie dovrebbero cogliere, già oggi, l'occasione di sfruttare la tecnologia per valorizzare e, quindi, tarare meglio le offerte per i propri clienti. Il Cliente Virtuoso esiste, attende solo di essere valorizzato, difeso contro le frodi e trattato meglio da chi rispetta la sua storia e ne verifica il comportamento di guida. Tutti concordano sullo strumento...bene! Ce lo facessero "suonare" liberamente!  

domenica 2 giugno 2013

Superare il Bonus-Malus? Con la telematica si può!

Partiamo da un dato oggettivo: in Italia si assiste al fallimento del sistema Bonus-Malus. E’ un fatto. Dal ’94 ad oggi si è assistito ad un aumento delle tariffe Rc Auto vertiginoso, con punte, in buona parte del territorio italiano ( quasi la totalità del mezzogiorno ), oscene. Partendo dal fallimento di questo sistema che, in teoria, dovrebbe premiare l’assicurato virtuoso, ma, che in pratica, lo penalizza annualmente in maniera indiscriminata, se ne ricava la necessità di riformare tutto il sistema. Indipendentemente dai provvedimenti volti a superare le degenerazioni nate dai costi dei sinistri, occorre agire sul fronte del sistema di calcolo della tariffa. Occorre superare un sistema che non è in grado di premiare chi ha uno stile di guida ed un comportamento corretto. Il cliente virtuoso è disperso nei meandri di una massa indistinta su cui si riversano le inefficienze del sistema, l’assicurato è visto come un cittadino vessato in base alla propria residenza. Il parametro residenziale fagocita la tariffa, provocando discriminazioni tra cittadini di serie A e serie B, in virtù di un codice di avviamento postale. Oggi esistono strumenti in grado di monitorare il tipo di guida, attraverso parametri oggettivi. La tecnologia offre una grande occasione, sfruttiamola. La tecnologia telematica può consentire al cittadino di dimostrare in modo oggettivo di essere un automobilista virtuoso, perché non viaggia a velocità folli, perché non accelera o decelera in modo sconsiderato, così come può consentirgli di dimostrare che la dinamica di eventuali sinistri non è a lui imputabile, mentre oggi sappiamo benissimo come a spuntarla siano spesso gli habitué del sinistro, ossia quelli che usano farsi rimborsare colpi di frusta inesistenti, trovare testimoni ad hoc, mettere in soggezione psicologica la controparte con atteggiamenti aggressivi, etc.
La tecnologia può oggettivizzare i parametri su cui basare il calcolo del premio della polizza.
L’attestato di rischio, oggi, è solo un foglio di carta, a cui le compagnie credono poco, schiave del parametro residenziale, unico verbo a cui inchinarsi. L’Indice di Rischiosità Oggettiva (IRO) i cui dati sono alimentati da meccanismi elettronici telematici che registrano l’attività del veicolo, daranno l’opportunità di valutare il rischio e calcolare il premio di polizza su basi serie e rigorose.
Riusciremo a riformare il sistema? Cambiare non è mai facile, soprattutto, quando sulle inefficienze dello stesso, guadagnano i tanti che si sono costruiti rendite di posizione. La tariffa basata esclusivamente sul parametro territoriale ( di fatto è l’unico parametro che incide seriamente sul premio ), è un’ingiustizia. La tariffa che si basa sull’effettivo rischio che un soggetto possa provocare dei sinistri e basata sulla “vera” storia assicurativa dell’assicurato, è la giusta soluzione.
Proposta di Legge: Le Professioni per l'Italia





mercoledì 8 maggio 2013

Scatola nera, Grande Fratello? No Fratello Maggiore...


Già il temine, scatola nera, non aiuta, ma l'idea che i dispositivi satellitari possano rappresentare un Grande Fratello, è veramente assurda. Grande Fratello? No, semmai, Fratello Maggiore. Il Grande Fratello è sinonimo di controllo e di invasione della privacy. Il Fratello Maggiore da l'idea di protezione. I dispositivi satellitari nascono per proteggere l'assicurato: per ricevere assistenza stradale, per difendere l'assicurato dai tentativi di frode, per chiarire le dinamiche di un incidente e contro il furto del proprio veicolo. Ad una maggiore protezione del veicolo provvisto del dispositivo, corrisponde la tranquillità della compagnia assicurativa. Avere tra i propri clienti chi sceglie di installare un dispositivo satellitare, vuol dire ridurre le frodi, chiarezza nella definizione dei sinistri stradali e risparmio sulle liquidazioni per il furto. Questo Fratello Maggiore porta benefici ai clienti e alle compagnie, la cosa è talmente evidente, che in Italia nel 2012 è stata approvata una Legge che ne incentiva l'utilizzo, imponendo alle imprese assicurative di accollarsi i costi e di concedere sconti sulle tariffe assicurative. L'utilizzo di tali strumenti è il primo passo verso una vera personalizzazione del premio, con parametri legati allo stile di guida ed ai chilometri percorsi. Questo Fratello Maggiore aiuta nel momento del bisogno, ed aiuta l'assicurato anche dal punto di vista economico: vedersi scontare il premio assicurativo è cosa “assai gradita”.

venerdì 3 maggio 2013

La telematica al fianco dei virtuosi


Il quadro tracciato da Bruno Rossi nel suo editoriale del 26 aprile su Golem descrive un mercato assicurativo italiano che, in dieci anni, ha visto le tariffe aumentare del 250%, conquistando il triste primato di "più care d'Europa". Le ragioni addotte dalle Compagnie Assicurative sono note: truffe e troppi incidenti al sud. Un fenomeno innegabile, a onor del vero, per quanto risulti difficile, come fa appunto notare Bruno Rossi, valutare l’effettiva consistenza delle possibili azioni per contrastarlo. Una sola cosa è certa: gli automobilisti virtuosi sono sicuramente penalizzati per la serie ‘cornuti e mazziati’. 
"Un automobilista napoletano che guida con prudenza, non provoca mai incidenti e si trova, quindi, in prima classe, paga molto di più di un automobilista piemontese o valdostano altrettanto attento e prudente" spiega ancora Rossi. "Le due 'prime classi' non sono uguali. E questo solo per il fatto di essere napoletani piuttosto che piemontesi o valdostani. Ora, anche ammesso per un attimo che la Campania e tutto il sud siano effettivamente quello che dicono le Compagnie, per i singoli cittadini prudenti e onesti, si tratterebbe di una vera e propria discriminazione razziale sulla quale non potrà non intervenire la commissione europea per i diritti dell’uomo".
E dire che la telematica offre già oggi delle soluzioni in grado di tracciare i comportamenti di guida virtuosi, permettendo alle compagnie di premiare gli automobilisti affidabili e penalizzare (ed eventualmente perseguire a norma di legge) i cosiddetti "furbetti delle assicurazioni". Stiamo parlando della "scatola nera" che è in grado, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa sulla privacy, di determinare in caso d'incidente l'esatta dinamica del sinistro, vanificando a monte qualsiasi tentazione di concertare artificiosamente "falsi sinistri". Non solo, nel caso della BluBox Viasat, le compagnie assicurative potrebbero verificare lo stile di guida dell'automobilista, grazie al monitoraggio di una serie di parametri statistici (IrV - Indice di rischiosità Viasat), legati al comportamento sulla strada del guidatore, in grado di definirne l'affidabilità e la correttezza. Tutto questo consentirebbe di poter definire delle polizze a tariffe sicuramente più vantaggiose, a beneficio dei clienti più corretti, con l'aggiunta di un'ampia gamma di servizi di assistenza, protezione e sicurezza satellitare in caso di emergenza o necessità.
E' una battaglia che i Telematics Service Providers italiani, Viasat in testa, stanno conducendo da anni, proprio alla luce dei numeri snocciolati da Bruno Rossi nel suo editoriale: "”In sintesi, il premio pagato dagli assicurati in Italia è superiore del 65% rispetto alla media europea. La frequenza dei sinistri in Italia è superiore del 32% rispetto a quanto rilevato in media nei principali paesi europei ed il costo medio della liquidazione dei sinistri si aggira intorno ai 4.000 Euro, il 41% in più rispetto alla media europea. infine l’incidenza dei sinistri con danni alla persona è in assoluto la più elevata in Europa (21,9%), più del doppio rispetto alla media europea. Ciò nonostante in Italia su 100 sinistri solo 3 sono frodi accertate, contro una media europea che si aggira intorno al 6%". 
A questo punto, visto che il problema esiste e le soluzioni esistono, che cosa manca?
Domenico Petrone - Presidente di Viasatgroup

lunedì 22 aprile 2013

Intermediari e scatole nere

L'intermediario assicurativo, grazie alle nuove Leggi in materia, ha la grande occasione di far emergere e valorizzare i propri CLIENTI VIRTUOSI. Nei listini delle imprese assicuratrici è presente l'opzione della scatola nera ( brutto termine per definire i dispositivi satellitari ), che non deve essere fatta vivere alla clientela come strumento di controllo, ma come strumento di sicurezza. Il dispositivo satellitare è uno strumento a tutela del cliente: tutela contro le frodi e tutela per la propria sicurezza personale. Il cliente che accetta di farsi "regalare" un dispositivo, non solo beneficia di sconti sulla tariffa ( rc auto e garanzia furto ed incendio ), ma entra in un sistema virtuoso che apre la strada ad una serie di servizi improntati sulla sicurezza. L'intermediario ha l'opportunità di fare a pieno il proprio mestiere: dare garanzie a tutela dell'assicurato. Un assicurato più tutelato è un tesoro da custodire anche in virtù dei nuovi impegni richiesti dalle proprie mandanti. La redditività di un'agenzia si basa sulla qualità del portafoglio clienti, ed in particolare, sul rapporto sinistri/ premio, ed i dispositivi satellitari sono uno degli strumenti più utili per raggiungere tali obiettivi. L'assicurato non vede l'ora di trovarsi difronte un consulente che sappia tutelarlo e, soprattutto, sappia valorizzarlo ed il primo passo, verso una reale personalizzazione delle garanzie e dei premi, è sicuramente quella di sfruttare la tecnologia: bisogna approfittarne. Cari intermediari, oggi avete la fortuna di dare ancora più sicurezza ai vostri clienti, non fatevela sfuggire.

sabato 23 marzo 2013

Cliente Virtuoso - Viasat


Finalmente parte l'iniziativa "Cliente Virtuoso"! È un percorso che si pone un obiettivo importante, un obiettivo di "civiltà": valorizzare i migliori clienti, personalizzando il premio attraverso l'utilizzo delle moderne tecnologie. È un percorso che sta iniziando, che può portare a polizze non più basate su parametri vecchi e superati ma su nuovi indicatori, molto più efficaci. Lo stile di guida, i chilometri percorsi, il tipo di percorso, aggiunti all'opportunità di "cristallizzare" il sinistro e, fattore importantissimo, evitare qualsiasi tentativo di frode, sono alcuni fattori che possono portare ad una copertura assicurativa che soddisfi clienti ed imprese. Oggi tutto ciò è possibile, grazie all'opportunità, fornita dalla Legge, di poter installare sulla propria autovettura, dispositivi che si basano sulla tecnologia satellitare. La cosiddetta scatola nera, totalmente a carico dell'impresa assicurativa, è lo strumento che può cambiare il sistema Rc Auto in Italia. Cliente Virtuoso nasce dall'idea di sensibilizzare i clienti a sfruttare tali strumenti, per ottenere vantaggi significativi in termini di premio e, soprattuto, in termini di rispetto da parte delle compagnie. Il Cliente Virtuoso non ama nascondersi, anzi, vuole farsi scoprire e desidera farsi valorizzare dalle compagnie. Il percorso è appena iniziato, ma deve essere chiaro che più si personalizza il premio, più diventa inutile qualsiasi differenziazione basata su parametri che hanno fallito fino ad oggi,  uno su tutti, l'elemento residenza: se sono virtuoso, lo sono ovunque io risieda. La strada è lunga, ma bisogna iniziarla. Cliente Virtuoso nasce in Campania, grazie all'intuizione di un gruppo leader nel settore della tecnologia satellitare, la Viasatgroup, il cui Presidente, Domenico Petrone, da tempo, è impegnato nel promuovere un modo diverso di guardare gli assicurati in Italia (  Decalogo Viasat ). Già oggi è possibile richiedere l'installazione della Blu Box per i clienti Rc Auto di primarie compagnie ( numero verde 800691691 ) e sfruttare a pieno le potenzialità che offre la tecnologia satellitare. Tutti possono entrare nel club dei virtuosi, attraverso servizi ed iniziative dedicate: la strada è giusta, iniziamo a percorrerla insieme!

Vincenzo Ferrante
Viasat Campania

giovedì 14 marzo 2013

L'Iniziativa

In vent'anni di mestiere ho incontrato vari tipi di clienti, ed ho sempre cercato, nei limiti del possibile, di tutelare le persone perbene. Gli strumenti che le compagnie mi hanno messo a disposizione, nel settore Rc Auto, sono sempre stati insufficienti, per colpa della leva tariffaria, che le imprese hanno sempre utilizzato per difendersi dai "cattivi". Peccato che la difesa delle imprese è sempre consistita nell'attacco ai "buoni": scaricare sulla tariffa i costi delle loro inefficienze. È giunto il momento di dire basta ad una visione del cliente così sciatta. Esistono strumenti che possono far emergere il "cliente virtuoso", basta volerlo. I clienti non sono tutti uguali ed anche i rischi cambiano in base a svariati fattori: analizzare il comportamento di guida e cucire una polizza su misura, è la soluzione. Le compagnie devono tutelare e coccolare i clienti "virtuosi", perché non è giusto che l'unico discrimine rimanga la residenza dell'assicurato. Non c'è neanche bisogno di tanta fantasia, gli strumenti ci sono, basta saperli usare. Ho lanciato l'iniziativa "Cliente Virtuoso", per stimolare il settore ad utilizzare l'innovazione tecnologica per calibrare offerte che tutelino al massimo chi ha comportamenti di guida corretti. È una iniziativa in cui credo molto, e spero che possa portare finalmente ad un cambiamento serio nel settore della Rc Auto italiana.
Enzo Ferrante

martedì 12 marzo 2013

Sconti commerciali

Lo sconto, attualmente, nel ramo Rc Auto, è utilizzato esclusivamente a fini commerciali. Le Compagnie concedono la discrezionalità dello sconto, basandosi su di una valutazione della potenzialità del cliente nel sottoscrivere altri contratti, oppure sul fatto che essi già siano sottoscrittori di polizze in altri rami. Lo sconto commerciale è una "concessione" che il cliente ottiene, solitamente, in base a fattori che con la guida non hanno nulla a che vedere. In ambito di Rc Auto, invece, si dovrebbe premiare chi ha comportamenti "virtuosi" e caratteristiche di rischio inferiori alla media. Le Compagnie, una volta calibrata l'offerta su di una tariffa territoriale, hanno chiuso la pratica: un approccio totalmente sbagliato, semplicistico e non utile, nei fatti, neanche a loro stesse. Con gli strumenti tecnologici che esistono sul mercato, si può calibrare meglio il premio assicurativo. I clienti non sono tutti uguali e la loro diversità deve essere colta e valorizzata. Occorre coraggio ed inventiva, per poter ribaltare il concetto di cliente, che non deve essere più un numero, frutto di una fredda statistica. Il virtuoso non è colui che sottoscrive più polizze vita e, semmai, provoca molti sinistri, ma è colui che, guidando in maniera prudente, porta valore aggiunto agli equilibri tecnici delle imprese assicurative. Gli strumenti ci sono, manca solo il coraggio di innovare.

sabato 9 marzo 2013

Per una vera personalizzazione del premio!


Vorrei che il sistema assicurativo italiano facesse un vero salto di qualità. Non è possibile che, in piena "era tecnologica", non si riesca a fare una reale analisi del rischio, e si continui a procedere con strumenti arcaici, nella definizione delle tariffe e delle coperture per la Rc Auto. La sciatteria con la quale si approccia il cliente ha raggiunto livelli elevatissimi: per la compagnia sei un numero da dividere per un coefficiente provinciale. In presenza di un obbligo ad assicurarsi, il gioco è semplice e remunerativo, ma è un giocattolo che si è rotto. Quattro milioni di veicoli non assicurati su tutto il territorio nazionale e premi di polizza elevatissimi in vaste zone d'Italia, sono il frutto di un sostanziale fallimento della Rc Auto in Italia. I Clienti non sono uguali, hanno diversi profili di rischio, diverse abitudini e storie assicurative che li distinguono tra loro. È possibile cucire un premio su parametri nuovi? O dobbiamo rassegnarci al calcolo "provinciale" che tanti guai ha portato ( analizzando bene, persino alle stesse compagnie )? Il Cliente Virtuoso è un profilo che nasce con l'idea che se si sfruttano i nuovi strumenti informatici e tecnologici, si può finalmente ottenere una Rc Auto più equa e più giusta. Sono un sognatore? No, cerco solo di svegliare il settore dal sonno che lo avvolge da troppo tempo!
  

martedì 5 marzo 2013

Cliente Virtuoso = Rc Auto onesta!

Voglio essere tutelato. Non è possibile essere trattato come un truffatore. I clienti non sono tutti uguali, le Compagnie dovrebbero capirlo. Esistono i prodotti Doc, le specie protette, le città patrimonio dell'umanità, perché non devono esser tutelati i "clienti virtuosi"?
Tantissimi assicurati, in ogni parte d'Italia, pur non provocando sinistri da anni, pagano la Rc Auto più alta d'Europa. Il sistema assicurativo italiano non premia assolutamente chi ha una guida corretta e si comporta in maniera onesta. Provocare un incidente non è sempre sinonimo di frode ed un sinistro può sempre capitare, ma chi, oltre ad essere onesto, è anche così "fortunato", deve essere premiato: oggi non accade! Se si riuscisse a personalizzare seriamente le polizze, attraverso parametri oggettivi, anche attraverso strumenti tecnologici, le compagnie potrebbero finalmente chiedere un premio più equo. Io mi sento un "cliente virtuoso" e voglio che il premio della mia polizza mi "premi" per il mio comportamento di guida. Care Compagnie rimango in attesa di un vostro favorevole riscontro...
P.s. Il virtuoso non ha residenza, il virtuoso è ovunque, il virtuoso deve pagare un premio basso da Aosta a Canicattì!